(nessuno parlò dei vestiti)

il sorriso breve i colori
noi

scivolavano scialli
nuvole o diamanti
faremo un viaggio
fuori non c’è neve

casse piene tra le mani
quando cadde il giorno
non c’erano versi tra le viti
per chiedere un silenzio

dei vestiti lasciati dietro
non parlò nessuno
si guardavano clivie sbocciare
ma niente sulle maree

i colori il vento un viaggio
l’avremmo fatto

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nodi

sempre tardo l’arancione inzuppato
di scorrevoli alture e reggiseni

le volte
i tappeti
le borchie

di giorno le correnti salate

notte sovrana come vestito di more
nel ritratto della coincidente divenuta
molle e di soppiatto crine barbuto
e poco riverente

i vuoti
le giraffe
le ciambelle

l’arrotino non passa più
un’altra strada
scompare parole fra
antico e culle

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comunione

c’è un transito di feste
tra la tua bocca e il mio respiro
ed una coda di violacciocche
a segnarne la meraviglia

un cielo sottinteso s’apre
a maturare il seno

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bella

è sulle riserve dei sensi
che si leveranno le passioni

vorrei una voce fra noi e il sogno
quando col rame della sera
mi avvolgi di sfacciata bellezza
proprio come quelle farfalle giallo e viola
che tanto parlano di te

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saltiamo senza guardare

saltiamo il fossato senza guardare in alto
tra l’acqua e il seno le distese chiavi
per ogni codice-spillo-separazione dal manufatto

lèvati dai dintorni urbani e supera il gradino
poi lascia che la spada esegua la sentenza

poggiamo le abitudini sotto i rami
e sul dorso primitivo ricamiamoci canto
come a gennaio le megattere

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(certo. sfuggivi…)

certo, sfuggivi come ombra
sotto un sole disorientato
dal bordo del cappello sogni e paglia
proprio vicino al segno del tramonto
mentre ti volevano fiore o nuova gemma
e tu
preferivi rimanere mano per cercarmi…

era un viavai di bussole e maree
e nessun faro
non ti ha confuso l’onda solo
voleva farti credere che fossi spuma
ma tu
nei colori, avevi i miei occhi

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(dammi un guardarti)

quel sorriso che s’apre sul giorno
e traccia le cadute e le scale
attorno al cerchio senza cancelli…

respiro un mattino sulle calme dei fiori
tra le tue mani e il resto

dammi -ti prego- un guardarti

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