Party

dimmi, ci credi davvero che quando si spengono le sedie rimango solo
a catturare scie d’eco sopravvissute alle birre oppure
piccoli puntini impigliati nel nuotare palmipede dentro le parole
il ricorso alle frittelle copre onomatopeiche da disagio
poi tu dal bagno al letto
statica d’ogni cosa attorno acquaviva priva di zampilli
ti leggo nel mio tempo fermo prima che ti scriva
era una stagione illegale quando chiesi ai mosti di bollire
ora dimmi, ci credi davvero alle facili sovrapposizioni


Questa voce è stata pubblicata in 2011. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Party

  1. morfea ha detto:

    che piccolo scrigno di mosto e parole
    rumoroso come lo scalpiccio sulle uve

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