se gli angeli

ora che il piano si è dilatato come un’onda
-parlo dello spazio tra noi- che ne sarà delle parole appese
nate morte e d’arroganza separate dalla lingua
dall’immaturo battito cosciente solo di memorie e vuoti da riempire
non importa di cosa come se tutti i volti avessero la stessa bocca

c’è gente là fuori che necessariamente vuol dare un senso a tutto

se gli angeli smettessero di volare il cielo ci cadrebbe addosso
e nemmeno centomila seni/cariatidi reggerebbero la corsa
forse un sorriso che spazzi via le cartacce dal balcone oppure
l’ascoltarsi senza condizioni finché dura questo camminarsi dentro

Questa voce è stata pubblicata in 2011. Contrassegna il permalink.

2 risposte a se gli angeli

  1. mari ha detto:

    ” …l’ascoltarsi senza condizioni finché dura questo camminarsi dentro…”
    in ogni libro che leggo, in ogni poesia trovo sempre un frase con cui, mi pare, l’autore si rivolge proprio a me. In questa poesia è l’ultimo verso, – ascoltarsi senza condizioni – è il massimo della libertà,
    – finché dura questo camminarsi dentro – è il massimo della ricerca interiore, cercando il senso che a tutto non si può dare.
    un discorso ininterrotto, dove anche una virgola è superflua. e io a volte passo giorni a chiedermi se la virgola va prima o dopo!
    mari

  2. sebastiano ha detto:

    Quello che dici, Mari, è quello che ogni poeta vuole sentirsi dire!
    L’universalità è proprio lì, e se ti ci ritrovi vuol dire che ci sono riuscito.
    Grazie mia cara mi hai dato tanto con le tue parole.

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