(appartenenza)

saremo avemaria quando la notte leva al nostro cielo
e nel buongiorno, quattro biscotti in mano messi a torre (Leda Moncalieri)


li vedremo oscillare e cadere
nell’apparente lentezza del mattino
gli abbracci senza porte e diverremo stanza e mobili
soffitto e libro per avvicendarci appartenenze
non importa se alle dieci o a mezza notte


Questa voce è stata pubblicata in 2011. Contrassegna il permalink.

6 risposte a (appartenenza)

  1. Nina Maroccolo ha detto:

    Caro Sebastiano, sempre più forti i tuoi testi! E’ la *sana* irruenza del poeta, il suo sguardo che si proietta da “fuori” a “dentro” di sé, l’autentica sfida che ti sento addosso per non sopperire ai mali del mondo. Ma anche dolcissimo grido di solitudine, e noi: “avvicendarci appartenenze”. In abbraccio, in stupore, in minimo amore…
    Grazie, Sebastiano… di tutto. Ogni Bene,

    Nina Maroccolo

  2. Nina Maroccolo ha detto:

    Perdona se sono andata fuori tema, ma io questa poesia la sento così… 🙂

  3. sebastiano ha detto:

    Questa poesia, Nina, è così, non sei fuori tema sei nel nucleo :))))
    “in abbraccio, in stupore, in minimo amore…” che belle parole cara

  4. Nina Maroccolo ha detto:

    🙂

  5. cristina bove ha detto:

    tutti gli abbracci senza porte sono destinati a cadere
    anche le pareti, poi…
    e resterà la tua voce di poesia.
    cb

  6. oh Cristina!
    quando si ha la forza di inventare un giorno ogni giorno, allora, non rimarranno porte né pareti, solo comprensione e…appartenenza

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