diafanìa

ho cercato di sfuggire al segno meno dell’implorazione
ai sottobaci ad usura che sanno d’anice e colgate
meglio l’assedio di un distratto “resta”
quando qualcosa al posto mio frena le tue corse
gira il cuscino, gira le tende e sul dorso degli sguardi
lasciami raggiungerti e divenire geometria
raduna le donne in te fra le mie mani
mentre apparecchio quest’altra solitudine
Questa voce è stata pubblicata in 2011. Contrassegna il permalink.

7 risposte a diafanìa

  1. 00chicca00 ha detto:

    mi piace molto “diafanìa” in sé comprende luce, trasparenza, ma anche materia, come se la luce facesse trasparire la materia
    così i tuoi versi dove appare quasi in trasparenza “quest’altra solitudine”
    davvero molto bella
    chicca

    • sebastiano ha detto:

      La solitudine io la vedo diafana, che lascia vedere di che sostanza è fatta e da dove proviene ma solo per darci un modo per combatterla fin quando ce la facciamo..
      Grazie Chicca per la tua presenza.

  2. esseremaat ha detto:

    ci sono anch’io!
    in quest’altra solitudine…

  3. Maria Allo ha detto:

    Sapersi altri ma riconoscersi simili è diafania ,una dimensione di esilio , di separatezza nel silenzio. Versi profondi ,intrisi di dolore.Ciao

  4. Blumy ha detto:

    ecco, sono qui , per leggerti e salutarti, come Blumy e come Mimosa (hai una tristezza che somiglia alla mia, come si somigliano tutte le tristezze)
    Mimosa

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