Archivi categoria: 2011

(un altro silenzio)

anche i quaderni sono miei quelli che macchi ogni sera e tolgono perfezione al male le cicatrici sono illusioni queste nubi sono occhi senza seta marmo ripiegato come l’ultimo lenzuolo e i rossi delle vigne quanto sale da ponente quante … Continua a leggere

Pubblicato in 2011 | 3 commenti

in-differenze

Sembra che non ci siano dubbi in cielo sugli orari le chiusure i transiti, sembra che lungo i viali nessuno è disturbato dalle straordinarietà né dai sortilegi del cortile Ottavia dice che pioverà e ci sarà vento

Pubblicato in 2011 | 5 commenti

(di noi)

da sincronie naturali sono mossi i corpi nelle strettoie del mattino già pieno dei tuoi profumi, dei si appena schiusi e come i bianchi rotti delle calle colti dalla mia bocca avida, da questo volersi senza misura contemplata resurrezione della … Continua a leggere

Pubblicato in 2011 | 2 commenti

nota #3 del tempo che scorre

                                                    tre o quattro parole per definire questo scorrere d’assenze           … Continua a leggere

Pubblicato in 2011 | 2 commenti

nota # 2 del tempo che scorre

dimmi, avvicinati al chiaro in fondo le mani dei sussurri sono quelle, si di un tempo che vibra ciclamini e battiti tempo torrente corsa senza rette si muove un genio vicino alle grondaie e cerca i muschi per un presepio … Continua a leggere

Pubblicato in 2011 | 4 commenti

(appartenenza)

saremo avemaria quando la notte leva al nostro cielo e nel buongiorno, quattro biscotti in mano messi a torre (Leda Moncalieri) li vedremo oscillare e cadere nell’apparente lentezza del mattino gli abbracci senza porte e diverremo stanza e mobili soffitto … Continua a leggere

Pubblicato in 2011 | 6 commenti

dentro e fuori (# 6 dell’alba)

saranno residui di sogno a mostrare differenti i capelli le anomalie dei si alle cinque del mattino e tu stai lì ad ascoltare la sinfonia dell’ultimo fruscio di corpi a ripensare al bacio esausto già coperto dall’orgoglioso caffè mentre là … Continua a leggere

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contrazione sensoriale

è un’attenzione che non lascia vuoti quel tuo leggero esserci come erba come nuvola come natura intorno quando voglio amarti in un centro non mediato delle tue geometrie, quando fata maggiore diventi anatomia d’incanti madre dei grani stellari sul soffitto … Continua a leggere

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se gli angeli

ora che il piano si è dilatato come un’onda -parlo dello spazio tra noi- che ne sarà delle parole appese nate morte e d’arroganza separate dalla lingua dall’immaturo battito cosciente solo di memorie e vuoti da riempire non importa di … Continua a leggere

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Party

dimmi, ci credi davvero che quando si spengono le sedie rimango solo a catturare scie d’eco sopravvissute alle birre oppure piccoli puntini impigliati nel nuotare palmipede dentro le parole – il ricorso alle frittelle copre onomatopeiche da disagio – poi … Continua a leggere

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