nota # 5 del tempo che scorre

mi assento spesso da questa pelle che trattiene
dal silenzio che ruba persiane e inutilmente chiede rivalse
dalle parole che hanno acceso meteore, dai cortili
cerco nelle distanze i tanti perché lasciati ad ogni bivio
aspetto
Pubblicato in 2011 | 4 commenti

(albero fatto anima)

girotondo di piccole voci
e forti ali per vedere
il gesto divenire ansa
dove riposare senza chiedere
(albero fatto anima)
senso scoperto dagli occhi
nel carminio che precede la sera
lascia che si formi da noi il cielo
che ci darà un nome
Pubblicato in 2011 | 5 commenti

diafanìa

ho cercato di sfuggire al segno meno dell’implorazione
ai sottobaci ad usura che sanno d’anice e colgate
meglio l’assedio di un distratto “resta”
quando qualcosa al posto mio frena le tue corse
gira il cuscino, gira le tende e sul dorso degli sguardi
lasciami raggiungerti e divenire geometria
raduna le donne in te fra le mie mani
mentre apparecchio quest’altra solitudine
Pubblicato in 2011 | 7 commenti

(scadenza)

non si ferma questo cadere di foglie
neanche l’acqua sembra preoccuparsene
in un novembre senza odori solo fatue licenze
di presunte feste allo scadere del passo
s’insinua un girotondo di ridicoli sorrisi
dentro una pentola che bolle niente
Pubblicato in 2011 | 3 commenti

(verso pulsante)

                                                                   a Nina Maroccolo con amore
ed è nel fruscio delle zattere che viaggiano sulle parole
nel volo dei gabbiani sul piano degli occhi, ai lati di uno sguardo
che popola miraggi e poesie scia di cometa dal nucleo pulsante
come il verso che gocciola dalla pelle
ed è -risolto il cielo- il nerazzurro del confine che libera le luci
sotto i corsi d’acqua di stagnola nel presepe di sorrisi
dove ogni ombra è figlia di una lacrima smisurato amore
Pubblicato in 2011 | 2 commenti

sintomatico fly

fili dalle punte ambigue lungo gli abbracci
testimoni della terra incolta retaggio ereditato
assieme all’architettura di un bacio nell’aprirsi
di un piacere così simile al dolore, così vicino al cielo
eppure tra il cuscino e i piedi
rientranze oltre la barriera
per nascondere i sintomi del volersi senza perché
quando il volo converge al centro e le mani ricordano
ogni direzione
lasciamo che sia giorno -non ti voltare-
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nota # 4 del tempo che scorre

e gira piano quest’aria di versi senza parole
catatonici assoli di pause volate nel mercurio
delle allegrezze quelle bianche di denti serrati
dei fornelli macchiati di caffè tracimato
ah la sola voce, se fosse sola la voce dei perché inuditi
se solo fosse chiaro tutto quel dire di noi, soli
nell’andare verso il silenzio degli specchi munsignari
che si dicono ‘avanti’ come pionieri della smorfia corrotta
avevamo aperto i solai delle cattedrali
e creduto, avevamo
Pubblicato in 2011 | 3 commenti

# 7 della notte

ora

solo adesso vedo il ricovero più grande delle mie pupille
ho calpestato l’Etna e viaggiato sulla Neva ma quanto sono piccoli
adesso che mi giro verso il tuo cuscino

quando si sciolse la tempesta non rimasi solo
ma solo adesso vedo le mani bianche dell’aurora così vicine
e non c’è casa che mi possa proteggere dal tempo
né tempo che mi allontani dai dirupi

lungo la piatta d’agosto eravamo giunchi immobili
ora di noi, di me si nutrono i ricordi
scorti appena dietro un sipario che lentamente si chiude

spero che per quel momento sarò di buon umore

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(un altro silenzio)

anche i quaderni sono miei
quelli che macchi ogni sera
e tolgono perfezione al male

le cicatrici sono illusioni

queste nubi sono occhi
senza seta marmo ripiegato
come l’ultimo lenzuolo

e i rossi delle vigne

quanto sale da ponente
quante mani a confondere
le sciagurate scelte

i piani liquefatti da un sorriso

 

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in-differenze

Sembra che non ci siano dubbi in cielo
sugli orari le chiusure i transiti, sembra
che lungo i viali nessuno è disturbato dalle straordinarietà
né dai sortilegi del cortile

Ottavia dice che pioverà e ci sarà vento

Pubblicato in 2011 | 5 commenti